La balbuzie

CHE COS’E’ LA BALBUZIE

Immagine di un uomo che ha in mente un pensiero, rappresentato da una strada dritta e liscia, ma dalla bocca esce un discorso diverso, rappresentato da una strada ripida, tortuosa e piena di buche.La balbuzie è un disturbo del linguaggio caratterizzato da alterazioni nella fluenza e nel ritmo dell’eloquio (disfluenza) come:

  • ripetizioni o prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi
  • esitazioni
  • intercalari (ad esempio ripetere “ehm..” prima di una parola)
  • blocchi (non riuscire ad emettere il suono o la parola pensata all’inizio della frase o in mezzo, spesso prima di un suono difficile da articolare)
  • tensioni fisiche
  • sincinesie (movimenti involontari dei muscoli facciali o degli arti)

Le alterazioni dell’eloquio impediscono, alla persona che balbetta, di esprimere verbalmente il pensiero che ha pianificato mentalmente; altre volte egli riesce a controllare la fluenza ma l’eloquio risulta poco spontaneo, quasi “meccanico”.

La disfluenza è spesso associata a disturbi emotivi (quali stati d’ansia, fobie, stati depressivi e bassa autostima) e a comportamenti secondari (evitamento,  fuga o isolamento); la persona che balbetta può evitare situazioni in cui deve esprimere verbalmente sia in ambito sociale che in ambito scolastico/lavorativo.
Il disturbo può, quindi, interferire in maniera significativa con il livello di adattamento al contesto, con il benessere, con le prestazioni scolastiche e lavorative e con le scelte di vita.

I primi sintomi compaiono generalmente tre i due e i tre/quattro, ma vi sono anche forme più rare di balbuzie con insorgenza tardiva.
In molti casi (circa i 2/3) i bambini che balbettano in età prescolare vanno incontro ad una remissione spontanea; in questi casi si parla di balbuzie primaria.

LE CAUSE DELLA BALBUZIE

Secondo la più recente letteratura scientifica, la balbuzie ha un’eziologia multifattoriale. Vi sono, cioè, diversi fattori che influiscono sui sintomi, sul livello di gravità e sulla prognosi: la familiarità, le caratteristiche psicolinguistiche e quelle neuropsicologiche (in particolare l’attenzione e le funzioni esecutive), i fattori psicosociali e i disturbi psicologici. Tali fattori possono agire ed interagire in maniera differente in ciascuna persona che balbetta; diversi soggetti possono, quindi, presentare forme diverse di balbuzie.

IL TRATTAMENTO DELLA BALBUZIE

La balbuzie può essere trattata dal momento del suo esordio fino a tutto l’arco di vita, ma la precocità dell’intervento migliora la prognosi.
Nel caso di bambini molto piccoli è fondamentale il coinvolgimento dei genitori; in molti casi la consulenza genitoriale sugli stili comunicativi ed educativi è l’intervento d’elezione.
Vista la complessità e l’eterogeneità del fenomeno è fondamentale un intervento individualizzato, pianificato sulla base della valutazione dei diversi fattori che interagiscono in ogni persona che balbetta.

Il trattamento può prevedere, in base alle caratteristiche dell’individuo, terapia logopedia, terapia neuropsicologica, psicoterapia cognitivo-comportamentale e consulenza. Tali interventi possono essere condotti in forma individuale o in piccoli gruppi; essi sono mirati a ridurre la disfluenza, migliorare il linguaggio, ridurre le emozioni negative, sviluppare le funzioni neuropsicologiche carenti, ridurre o eliminare i comportamenti secondari e favorire un miglior adattamento ai contesti di vita.
Numerosi studi dimostrano che risultano più efficaci gli interventi multidisciplinari e multifattoriali.

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